cha0s ictnotes

Perchè?

Pubblicato in ot da cha0s1871 il novembre 8, 2008

Perchè questo blog? Perchè questo fottutissimo blog? Non era meglio starsi zitti e farsi gli affari propri?

Tutto nasce perchè in rete circolano varie guide, tutorial e presunte/i tali, per configurare, installare, compilare, rompere, disintegrare, smadonnare (e poi frignare), varie ed eventuali cose che hanno a che fare con il calcolatore. Siccome molte volte ho risolto tanti problemi grazie a tali tutorial, e altrettante volte ho bestemmiato. Siccome non voglio che l’inferno si affolli, che già fa caldo, vorrei evitare altrettante bestemmie e per cui vorrei pian piano tramandarvi alcuni tutorial riorganizzati e funzionanti oppure semplicemente tradotti, onde evitare esaurimenti nervosi. Potrebbe capitare qualche tutorial nuovo su qualcosa che non c’è in rete, oppure potreste trovarvi qualche pezzo di codice o qualche shell script, insomma un pò di tutto.

In realtà, potrei anche fregarmene di voi, potrebbe essere semplicemente una mia raccolta di tutorial, consultabile ovunque.

Ma dunque a chi sto spiegando cosa, dato che lo faccio per me?! Vabbè se vi dovesse capitare di incappare in questo orribile posto, vorrei solo dire che :

se volete leggermi per risolvere i vostri problemi siete liberi di farlo, se volete che io vi risolva i vostri problemi lo farò domani, se volete correggermi siete OBBLIGATI a farlo (anche errori grammaticali), se volete ammazzarmi dovete prima prendermi, se volete offrirmi una pizza potete passare a prendermi, se volete offrirmi una pizza per ammazzarmi mi avete fregato!

Questo è quanto.

guida editoriale

Pubblicato in ot da cha0s1871 il dicembre 8, 2008

Un abbozzo di guida editoriale per cercare di utilizzare sempre la stessa sintassi nella stesura degli articoli e per comprendere il significato di parole e righe evidenziate.

il grassetto : va utilizzato quando si scrive il nome di un file, un path, oppure del codice o il contenuto di un file di configurazione.

il grassetto più code : va utilizzato quando si scrivono dei comandi da eseguire in una qualsiasi shell

il b-quote
va utilizzato per evidenziare delle righe da aggiungere in un file di configurazione

il b-quote più grassetto
va utilizzato per evidenziare delle righe di codice da aggiungere ad un sorgente

Tutto ciò che viene evidenziato se possibile deve anche potersi riferire ad articoli che spiegano meglio la natura di alcuni comandi, esempi di file di configurazione, descrizione di pacchetti suggeriti. E’ possibile linkare anche a siti esterni per completare la definizione di qualcosa, utilizzare solo siti fidati (e.g. wikipedia).

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da inetd a xinetd

Pubblicato in linux, server da cha0s1871 il dicembre 8, 2008

Se utilizzate il superdemone xinetd, vi troverete di sicuro con il problema di convertire il file /etc/inetd.conf usando la sintassi usata da xinetd ed aggiornare il file /etc/xinetd.conf. Questo quando avete appena installato xinetd e prima utilizzavate inetd, quando avete installato qualche nuovo servizio che ha automaticamente inserito all’interno di inetd.conf le opzioni di configurazione. Potreste farlo completamente a mano ma con l’installazione di xinetd vengono forniti anche due programmi che convertono automaticamente il vostro inetd nel nuovo xinetd. I due programmi sono itox e lo script perl xconv.pl, itox non è più manutenuto mentre xconv.pl si, dunque si consiglia di usare xconv.pl.

Per la traduzione digitare:

user@machine:/xconv.pl < /etc/inetd.conf > $HOME/xinetd.conf

avremo il nostro inetd.conf tradotto in xinetd.conf nella nostra home

Ora aprire il file $HOME/xinetd.conf
Si nota una struttura del tipo:

defaults {

}

service name {

}

la sezione defaults setta opzioni comuni a tutti i servizi, le sezioni service name descrivono le opzioni per ciascun servizio. Bisogna sostituire dunque la sezione defaults di /etc/xinetd.conf con quella ottenuta dalla traduzione.

Controllare che nel file /etc/xinetd.conf ci sia la stringa :

includedir /etc/xinetd.d

aggiungerla in caso contrario.
Questa stringa da praticamente la possibilità di leggere dalla dir /etc/xinetd.d
i servizi configurati.
Dunque riprendere il file $HOME/xinetd.conf e creare per ogni sezione service un
file che abbia il nome del servizio e contenga all’interno tutta la sezione

service name {

}

Se si creano i files in $HOME si possono spostare in /etc/xinetd.d con:

sudo mv $HOME/nome_servizio /etc/xinetd.d/
Si procede nel settare il proprietario ed il gruppo di appartenenza
sudo chown root /etc/xinetd.d/nome_servizio
sudo chgrp root /etc/xinetd.d/nome_servizio

Nota per i sistemi Debian/Ubuntu

Il demone tftpd-hda continua a servirsi del suo file di configurazione benchè sia
stata aggiunta la configurazione per tale servizio all’interno di /etc/init.d

Il file di configurazione del servizio tftp è /etc/default/tftpd-hda.

/etc/default/tftpd-hpa

Pubblicato in files configurazione, linux, server da cha0s1871 il dicembre 8, 2008

# File di configurazione di default per il servizio tftp

RUN_DAEMON=”yes”
OPTIONS=”-l -s /var/lib/tftpboot”

Taggato con:

/etc/default/dhcp3-server

Pubblicato in files configurazione, internet, linux, server da cha0s1871 il dicembre 8, 2008

#Questo è il file di configurazione che permette di specificare quale interfaccia
#di rete deve essere utilizzata dal server DHCP (dhcpd) per soddisfare le richieste.
#Bisogna semplicemente sostituire a ‘switch’ il nome dell’interfaccia di rete da
#utilizzare. Se si vogliono utilizzare più interfacce contemporaneamente bisogna
#inserire le interfacce separandole con spazi, e.g. “eth0 eth1″.

# Defaults for dhcp initscript
# sourced by /etc/init.d/dhcp
# installed at /etc/default/dhcp3-server by the maintainer scripts

INTERFACES=”switch”

dhcpd.conf

Pubblicato in files configurazione, internet, linux, server da cha0s1871 il dicembre 8, 2008

#Questo è un esempio di dhcpd.conf funzionante. Tale file è utilizzato da dhcp3-server e #generalmente si trova /etc/dhcp3/, tuttavia se abbiamo installato i pacchetti ltsp,              #dhcp3-server utilizzerà il file nella posizione /etc/ltsp/.

#Questo file di configurazione si riferisce ad una scheda di rete o ad un bridge di rete, che ha un #indirizzo statico uguale a 172.16.0.1, pertanto tutto ciò che vi è scritto qui si riferisce a tale #indirizzo. E’comunque possibile modificare tale file in base a diverse esigenze.

#ENDS-dhcpd.conf

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dhcp3-server

Pubblicato in internet, linux, server da cha0s1871 il dicembre 8, 2008

E’ la terza versione del DHCP server per linux. Esso permette di settare un server DHCP su di una macchina linux per l’assegnazione automatica di indirizzi IP ai client che ne fanno richiesta.

File di configurazione : /etc/dhcp3/dhcpd.conf

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DHCP

Pubblicato in internet, server da cha0s1871 il dicembre 8, 2008

Il Dynamic Host Configuration Protocol (DHCP) (protocollo di configurazione dinamica degli indirizzi) è un protocollo che permette ai dispositivi di rete di ricevere la configurazione IP necessaria per poter operare su una rete basata su internet protocol. In una rete basata sul protocollo IP, ogni calcolatore ha bisogno di un indirizzo IP, scelto in modo tale che appartenga alla sottorete a cui è collegato e che sia unico, ovvero che non ci siano altri calcolatori che stiano già usando quell’indirizzo.

Il compito di assegnare manualmente gli indirizzi IP ai calcolatori comporta un rilevante onere per gli amministratori di rete, soprattutto in reti di grandi dimensioni o in caso di numerosi computer che si connettono a rotazione solo a ore o giorni determinati. Inoltre gli indirizzi IPv4 (attualmente usati nella quasi totalità delle reti al mondo) con l’aumentare dei computer connessi a Internet hanno cominciato a scarseggiare, diminuendo la disponibilità di IP fissi.

DHCP viene utilizzato soprattutto in reti locali, in particolare su Ethernet. In altri contesti, funzioni simili sono svolte all’interno di PPP.

Altro…

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xinetd

Pubblicato in linux, server da cha0s1871 il dicembre 8, 2008

xintd è la versione migliorata di inetd. Esso è un demone (servizio) che ascolta sulle porte specificate nel suo file di configurazione e fa avviare il relativo servizio nel momento in cui viene fatta una richiesta. Viene chiamato superdemone proprio per questa sua funzione di controllo di altri demoni. Il vantaggio di usarlo è di ottimizzare le risorse del sistema, avviando il programma che gestisce un determinato servizio solo quando ci sono effettive richieste.

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Modificare menu GRUB

Pubblicato in operative systems da cha0s1871 il novembre 9, 2008

1) Apriamo il file /boot/grub/menu.lst con un editor ed inseriamo le seguenti righe se vogliamo aggiungere al menu un sistema operativo già installato diverso da linux (win,Mac)

title QUELLO-CHE-VOLETE
rootnoverify (hdy,x)
makeactive
chainloader +1
boot

Se invece volete aggiungere un nuovo kernel linux :

title QUELLO-CHE-VOLETE
root (hdy,x)
kernel /boot/vmlinuz-2.x.xx-xx root=/dev/sdax ro quiet splash
initrd /boot/initrd.img-2.x.xx-xx
quiet

ATTENZIONE alla riga rootnoverify (hdy,x), al posto di hdy dovete inserire il nome della partizione dove è installato GRUB (Solitamente è sempre hd0). Se non lo conoscete, potete ricavarlo così :

user@machine:/$ sudo grub
grub> find /boot/grub/stage1 (ANNOTIAMO l'output)
grub> quit

Invece per quanto riguarda x, va inserito il num della partizione dove risiede il sistema operativo che vogliamo aggiungere alla lista, oppure il nuovo kernel. Tale numero possiamo trovarlo lanciando GParted o un qualsiasi altro editor di partizioni, trovando il nome della partizione interessata. Il numero da noi cercato è l’ultimo carattare che costituisce il nome della partizione. (Es. sda1 => x=1)

Lo stesso discorso vale per root(hdy,x), mentre alla voce root=/dev/sdax bisogna sostituire a /dev/sdax il percorso della partizione dove risiede il kernel. Potete trovare questo nome sempre avviando GParted etc.
Salvate il nuovo menu.lst, riavviate e vedrete le modifiche effettuate nel menu di selezione di GRUB.

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Ripristino del GRUB

Pubblicato in operative systems da cha0s1871 il novembre 8, 2008

Se avete installato windows dopo linux o se per vari motivi avete corrotto il vostro mbr, possiamo in pochi passi ripristinare il tutto e tornare a godere del GRUB.

1)Avviamo il pc con il live-cd di Ubuntu, o qualsiasi distro live

2)Lanciamo il terminale; (ALT+F2, gnome-terminal, INVIO);

3)digitiamo:/$ sudo grub, INVIO;

4)digitiamo:/$ find /boot/grub/stage1, INVIO;

5)Annotiamo l’output del comando, simile a (hdx,y), con
dei numeri al posto di “x” ed “y”

6)digitiamo:/$ root (hdx, y), INVIO;

7)digitiamo:/$ setup (hdx), INVIO;

8)Attendere la conferma dell’avvenuta installazione di Grub,

9)digitiamo:/$ quit, INVIO;

10)digitiamo:/$ sudo reboot, INVIO;

11)Attendiamo con ansia la ricomparsa dello scomparso GRUB

12)Se ora volete aggiungere delle voci nel menu, ad esempio se volete inserire la voce per lanciare windows che ora come per magia non compare più da nessuna parte (il che non è negativo lol), possiamo modificare il menu del GRUB in pochi semplici passi.

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